Quando il minimalismo non e’ una scelta

Leggendo il post di unarosaverde riflettevo sul mio essere minimalista.

Sono arrivata in questo paese qualche mese dopo la guerra con Israele del 2006, nel bel mezzo di una complicata situazione socio-politica con un sit-in di protesta nel bel mezzo della capitale.  Anche se piu’ di sit-in era un accampamento durato mesi. A volte anche festoso.

Mio marito era partito un paio di mesi prima di me e a volte arrivavano notizie di scontri. Chiamavo o mandavo messaggi e lui mi rassicurava. Poi un giorno, un giovedi’ ricordo, ci furono scontri piu’ violenti, ma io non ne sapevo niente. Mi arriva un messaggio da lui che mi dice: se senti qualcosa sta tranquilla, dove sono io non c’e’ niente”. Be’, mio marito e’ un tecno-leso, come dice mia cugina. Tutto cio’ che ha tasti e’ un grosso problema per lui. Non riesce nemmeno a capire come leggere il televideo. Quindi il mio ragionamento e’ stato: se ti ci sei messo d’impegno a scrivere un sms senza che nemmeno ti avessi chiesto niente, evidentemente e’ grave. Provavo a chiamare, ma lui non rispondeva. Poi finalmente la sera sono riuscita a parlarci. Io parto, gli ho detto. Ma non farlo, c’e’ pure il coprifuoco, manco ti posso venire a prendere, mi ha risposto. Aspetto all’aereoporto. Ero gia’ andata a comprare il biglietto e il venerdi’ pomeriggio sono partita. Poi quando sono arrivata mi sono resa conto che effettivamente non era cosi’ grave come sembrava, ma dal di fuori sembra sempre peggio.

La situazione non migliorava, poi si sono aggiunti i problemi per l’elezione del presidente della repubblica, poi una piccola guerra, prove tecniche di guerra civile, diceva Severgnini che si trovava qui all’epoca, poi gli attentati, poi la guerra al terrorismo nel campo palestinese di Nahr el Bader, poi… poi quello che succede sempre in Libano. Andavo in giro con il passaporto sempre in borsa e un po’ di soldi, visto mai che non torni a casa, e’ il consiglio che mi ripetevano sempre. E anche adesso che non succede niente, che e’ tutto relativamente tranquillo, li porto sempre con me. Altro consiglio prezioso in quei primi tempi e’ stato: se succede qualcosa entra in una banca. Da brava ingenua italiana cresciuta in un paesino di collina faccio: perche’? e’ un luogo sicuro? Attimo di silenzio incredulo, poi: no, perche’ prendi i soldi e se per caso ti salvi puoi ricominciare a vivere!

Ancora oggi non riesco a togliermi di dosso quel senso di precarieta’ che avevo appena arrivata. Forse e’ per questo che non mi piace nemmeno una casa di tutte quelle che vediamo. Forse e’ per questo che, come dico sempre, nel mio armadio a quattro ante ci sta la mia roba, quella di mio marito, quella di mia figlia, la biancheria della casa e pure un paio di valigie. Che ci facevo con le cose se poi fossi dovuta scappare di corsa?

Queste sono mie sensazioni, pero’. Ho amiche che vivono qui, anche da piu’ tempo di me, e non le hanno. Chissa’ perche’.

Fatto sta che poi ci ho preso gusto al minimalismo che all’inizio era una scelta forzata. Ti senti piu’ leggera. A casa, senza belli ma inutili oggetti sulle mensole, gli occhi riposano. Entro nei negozi quando proprio non ne posso fare  a meno. E ne sono felice, perche’ la musica troppo alta mi infastidisce, perche’ le commesse troppo solerti pure, perche’ ci sono troppe cose dentro e mi confondo.

Mi ha cambiata un po’ questo paese. Maalesh, credo mi abbia cambiata in meglio.

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71 risposte a Quando il minimalismo non e’ una scelta

  1. b&k ha detto:

    Come ti capisco, anche io quando entro qui al supermercato ne esco frastornata e con la meta’ delle cose che dovevo comprare. Una volte volevo un succo di cranberries e mi sono ritrovata due corridoi pieni don tutte le varianti del caso. Alla fine, non l’ho mica preso!!!

  2. b&k ha detto:

    …pero’ ammiro il tuo coraggio per continuare a fare la scelta di vivere in un paese con una situazione cosi instabile e un po’ pericolosa.

    • maaleesh ha detto:

      Guarda, e’ davvero piu’ brutto quando uno ne rimane al di fuori. Ci sono quartieri relativamente sicuri, canali di passaggio per le situazioni piu’ pericolose, alla fine ci si puo’ permettere di stare tranquilli. Mi e’ successo che, mentre sparavano a 800 metri da casa mia, io sia andata a prendere un caffe’ con gli amici o in gita alla Madonna del Libano. Senza rischiare nulla.

  3. Selena ha detto:

    grazie ai tanti traslochi di questi 8 anni anch’io giro con poche cose, anzi, ogni trasloco era l’occasione per regalare ció che non usavo da tempo. risultato: due casse di vestiti miei, tanti libri, alcuni oggetti tecnologici, tre mobiletti ikea. ora ci pensa gabi a riempire i vuoti che ero riuscita a creare! ho piú roba sua che mia, se penso che ha solo 16 mesi…ma tanto fra un pó me ne libero, son vestiti che regaleró alle amiche di qui, in italia, tutte incinte! comunque mi piace vivere con poco, avere solo ció a cui tengo, oggetti che abbiano un valore, e spesso mi chiedo come facciano i miei a vivere con tanta roba, e perché si tengano cose che non usano da 20 anni. sará che andandomene ho perso il mio passato, visto che delle mie cose é rimasto poco o niente, comunque meglio i ricordi, si viaggia piú leggeri ;)

    • maaleesh ha detto:

      Anche a me succede che il mobile della sala e’ diventato il contenitore dei giochi di mia figlia. :D
      E i suoi vestitini che non le entrano piu’ vanno tutti a finire nelle mani di mia suocera che sapientemente li distribuisce tra i tanti bambini un po’ meno fortunati del suo paese. All’inizio mi tenevo alcune cose, poi ho dato via proprio tutto. Il ricordo piu’ bello e’ nel mio cuore, non ho bisogno di tirar fuori la gonnellina o le scarpine.
      Con i ricordi si viaggia piu’ leggeri, mi e’ piaciuto tanto!!

  4. elga ha detto:

    Mi rendo conto che a volte bisogna fare “di necessità virtù”, come si dice , e che con il tempo in fondo ci si abitua e si apprezza pure. Anche io ormai mi accontento dei 2 metri lineari di armadi che abbiamo in questo appartamento- vita francese…. ma poi devo giocare a tetris con le cose delle bimbe e allor ami girano per minuti. Però non so se riuscirei a vivere a lungo in un Paese che mi “trasmette” un senso di precarietà quotidiano….

    • maaleesh ha detto:

      Ti abitui. Questa gente ci vive da decenni e ci si diverte pure. E’ vero che a volte ti stranisci un po’ perche’ se hai progetti o li rimandi perche’ non e’ il momento o perche’ aspetti, ma poi ti dici che se aspetti non lo fai mai e vai avanti per la tua strada. Ti si sviluppa un po’ la filosofia del vivere giorno per giorno. Trovo che la capacita’ di adattamento di un essere umano (almeno nella maggioranza dei casi) sia strordinaria.

  5. enrico ha detto:

    Forse è vero come dici che la precarietà fortifica e migliora, soprattutto ti distacca dal senso di possesso delle cose. Però non credo che sia una cosa allegra.

    • maaleesh ha detto:

      Enrico, come dicevo a elga qui sopra, inizi a vivere giorno per giorno. E i libanesi insegnano a vivere bene anche nelle situazioni piu’ assurde. Hanno una voglia di vivere straordinaria. E’ la prima cosa che notano tutti gli stranieri che arrivano qui. Ed e’ forse con un po’ di senso di invidia che critichiamo questo loro modo di vivere che giudichiamo un po’ superficiale, mentre, secondo me, e’ l’unico possibile per restare.

  6. unarosaverde ha detto:

    @enrico. La dimensione “gioiosa” del possesso delle cose – immagino con esse tu intenda quelle belle, che danno conforto, che sono piacevoli – non è in antitesi con il possederne poche. Io sto cercando di ridurre il numero di oggetti attorno a me ma, nello stesso tempo, adoro le cose belle e non le butto. Evito, piuttosto, di comprare mille altre cosine che non servono, che sono superflue. Cerco di riconoscere i finti bisogni. Minimalismo e ascetismo sono due cose diverse. Quello che cambia è il rapporto con le cose, il modo in cui le si percepisce all’interno della propria scala valori quotidiana.
    Che ne so: immagina che abbia un plaid di cachemire, una bella lampada, la tazzina preferita in cui faccio colazione, una maglietta che mi sta benissimo… non sono oggetti di cui un minimalista si priva. Davanti ad un pericolo però il minimalista ci metterà, che ne so, mezz’ora per ficcare in una borsa qualcosa per sé e per i suoi e andarsene. Tanti invece proveranno a cacciare in questa valigia il plaid di cachemire e la tazzina e ad imballare la lampada. E se non riusciranno a portarle via con sè ci penseranno con rammarico in futuro.

    • maaleesh ha detto:

      Ecco, durante la piccola guerra avevo la valigia pronta. Un piccolo trolley che e’ stato la’ per giorni. Lo hai spiegato benissimo. Pensa che mi raccontano che durante l’evacuazione del 2006 c’e’ stata una signora che si e’ presentata con un paio di valigioni e all’ambasciata le hanno detto che non poteva portarli. Se ne e’ ritornata a casa. Non riusciva proprio a togliere cose da quelle valigie.

    • enrico ha detto:

      Ma sono completamente d’accordo con voi. Penso che se uno riesce a raggiungere una buona dose di equilibrio e di serenità abbia bisogno di poche cose, anzi meglio stai e meno ne hai bisogno. Lo shopping compulsivo è davvero il simbolo di un vuoto che si cerca inutilmente di riempire di cose.

      • maaleesh ha detto:

        Forse (ma magari mi smentisce) unarosaverde ha frainteso. Per questo non avevo risposto. Quando dici che non e’ divertente ti riferisci solo al fatto di dover stare sempre con l’ansia da partenza improvvisa e dal dover stare sempre sulle spine in attesa di sapere che succeda qualcosa, non e’ vero?

  7. Le Ricette di Tina ha detto:

    buongiorno cara….ne hai passate :(!chissà che ansia in quei momenti!!un abbraccio

    • maaleesh ha detto:

      Ti passa l’ansia quando vedi che tutti intorno a te sono tranquilli. Quando al negozio sotto casa ti dicono che stanno solo giocando e di non aver paura. Quando pensi che sei una privilegiata perche’ vivi in un quartiere sicuro e puoi scegliere di andartene anche se le vie di fuga sono chiuse, ma tu sei italiana e ti vengono a prendere.
      A raccontarlo, a vederlo da fuori, lo ripeto, sembra molto peggio. Il Libano e’ un paese strano. Poi le cose si sanno sempre prima, in linea di massima. Basta evitare certi posti, certi giorni, certe vie e tutto prosegue come prima.
      Buona giornata a te, dopo passo a prendere un caffe’, mi offri pure il dolce? ;)

  8. Fullina ha detto:

    Il superfluo non conta, ma sono circondata da oggetti che mi parlano ogni giorno, dai quali non mi separerei mai. Se dovessi andare via di casa sarebbe straziante, qui è racchiusa tutta la mia esistenza, adoro viaggiare e conoscere luoghi e culture, ma son capace di star rintanata per mesi facendo i viaggi più belli… quelli con la mia mente! Certo che tu hai vissuto un’altra realtà e per amore della famiglia tante scelte sono state inevitabili, è una gioia per me leggere che hai trovato un giusto equilibrio, tale da sentirti più leggera. Ti voglio tanto bene Maalesh e sono molto belle tutte le riflessioni che suscitano dalla lettura del tuo blog. Aspetto sempre impaziente i tuoi post, insomma ti tengo sempre d’occhio… ahahah. Un abbracio forte cara!

    • maaleesh ha detto:

      Vedi, io ho scatoloni ammucchiati nel garage di mio padre da quando vivevo in Italia. Sono li’ da quasi 10 anni. All’inizio pensavo a quell’oggettino regalo di un’amica o a quella scatola ricordo di un viaggio. Li volevo assolutamente avere sott’occhio. Ma poi me ne sono dimenticata. Delle cose, non delle persone o degli eventi. E mentre quelle cose sono la’, io sono qui e vivo bene lo stesso. Mio padre un po’ meno… :D
      Ma sono scelte personali, che ognuno di noi fa in base anche alle proprie esperienze o esigenze. E’ verissimo. Cio’ che va bene per uno di noi, non necessariamente deve andar bene per un altro.

  9. the siren ha detto:

    Probabilmente io non sono affatto minimalista. Posso andare ovunque, nel mondo. Posso vivere in Libano e vivere benissimo, senza il minimo senso di precarietà o la minima ansia. Posso sopportare una suocera invadente e rompiballe, un marito a volte scocciante, la solitudine, dei figli sempre appiccicati a me, la mancanza di tempo e tanto altro, e sentirmi comunque felice. Mi piace però crearmi uno spazio che mi sia congeniale. Che rifletta un pò me stessa. Mi fa sentire meglio, anzi mi fa sentire bene. Sono sempre stata così. Ne parlavamo proprio l’altro giorno, ricordi? Ad ogni viaggio porto con me qualcosa. Anzichè comprare un brutto posacenere qui, mi ficco in borsa il portacenere di pietra lavica. E quando il mio occhio vi si posa sopra, col pensiero volo sulla cima infuocata dell’Etna…
    Credo che non ci sia un modo giusto o uno sbagliato di vivere. Semplicemente siamo ognuno diverso dall’altro. L’importante è cercare di trovare il proprio. Quello che ci permette di stare meglio :)

  10. maaleesh ha detto:

    Sfondi una porta aperta con me. I possessori di verita’ assolute mi hanno sempre inorridito.
    Come dicevo poco prima, ognuno di noi fa un percorso personale di esperienze ed emozioni che e’ unico. E questo porta ad un modo di vivere che e’ diverso per me, te, o qualsiasi altra persona. Non aiuta nemmeno vivere la stessa esperienza perche’ poi la viviamo con un emozione diversa. Che inevitabilmente ci porta a fare scelte diverse. E appunto, fare scelte di vita deve essere fatto per trovare il modo di stare meglio, per stare bene.
    Non lo sei minimalista, ma va benissimo cosi’. E se il posacenere di pietra lavica ti fa stare bene, ben venga.

  11. daniela ha detto:

    ..proprio in questi giorni pensavo di fare un po’ di pulizia tra le mille cose che affollano la mia casa…casa piccola ma piena piena da far paura…il problema e’ che non ci riesco, e non ci riesce nemmeno mio marito e nemmeno mia figlia e poi nemmeno suo fratello…cosi’ casa nostra e’ piena da soffocare anche perche’ era la casa di mia suocera che non c’e’ piu’ e quindi oltre alle nostre cose ci sono pure un po’ delle sue e poi gia che ci siamo pure di qualche fratello del marito che sta all’estero e che ha depositato delle cose…insomma un disastro..piano piano mi avvicinero’ ad un’idea di minimalismo ma giusto un’idea di piu’ non ci riesco.
    Comunque nel’evacuazione del 2006 in un quarto d’ora riuscii a prepare due borsette piccoline per me e la bimba in cui riuscii a mettere tutto il necessario, tante’ che i miei compagni di sventura rifocillati dalle mie aspirine, coperti con i miei golfini, e con i miei calzini ai piedi per tutti i 3 giorni passati insieme mi chiamavano scherzosamente mamma…
    minimalismo si ma senza esagerare…..

  12. maaleesh ha detto:

    Quello che dicevamo con Siren. Ognuno deve trovare il proprio modo. Se qualcuno sta bene con il minimalismo estremo (e io non ci sono ancora arrivata) va benissimo cosi’. Va bene tutto, purche’ ci faccia stare bene.
    P.S. Il fatto che a dispetto della tua casa piena di cose che non riesci a buttare sia riuscita a preparare le borse in un quarto d’ora e’ segno che sei una persona super-organizzata e soprattutto con una certa coscienza! :D

  13. Le Ricette di Tina ha detto:

    per te c’è sempre qualcosa messo da parte tesoro mio bello..un abbraccio grande

  14. Vickyart ha detto:

    certo non sarà stato bello! …e comunque vivere con la valigia pronta mette ansia.. io sono una di quelle che accumulo oggetti su oggetti per ricordo.. ricordo dei nonna, ricordo di un giorno, ricordi di scuola.. dei figli, tante cose, non saprei come fare senza! fosre perchè così non dimentico o mi fanno ricordare quando li rivedo..mah! potrei vivere in una casa con il minimo indispensabile ma dovrei tenere in un baule tutti i miei “oggetti” più cari… pensa che ho fatto le foto di alcune cose che ho dato via :-D caso perso proprio! :) ciao cara!

  15. Mary ha detto:

    Ho una scatola dei ricordi, poco ingombrante. Lettere, foto, un piccolo diario, pagelle (quando ancora si chiamavano così), il mio bouquet di nozze, piccoli riccioli delle mie due figlie. Forse là dentro c’è quasi tutta la mia vita e mi ha sempre seguito in tutti i miei traslochi. Mi disfo spesso di tante cose (quelle che accumula il marito…), ma non saprei fare a meno di ciò che in tanti anni ha fatto parte della nostra famiglia. Ho una figlia che vive all’estero, l’altra, quella sposata a luglio, da quattro anni non vive più con noi. Ma rimando sempre la sistemazione dei loro armadi anche se sono consapevole che regalando le loro cose farei un’opera di bene, ma mi si stringe il cuore ogni volta che apro quelle ante…
    Penso comunque di essere minimalista. Non compro mai cose inutili e poi… di questi tempi…
    Ammiro il tuo coraggio, il coraggio delle persone che vivono la loro vita pensando all’oggi e poco al domani cosa accadrà…

  16. maaleesh ha detto:

    Ecco, non comprare cose inutili credo che sia gia’ un gran bel risultato. Sembra che oggi non si riesca a farne a meno.
    Posso capire che non riesci a svuotare quegli armadi. Io al momento do via tutto di quello che piccoletta non mette piu’, ma e’ diverso. Me ne rendo conto. Chissa’ cosa faro’ quando domani lascera’ la mia casa?

  17. Lipstick ha detto:

    Anche io mi disfo di tutto ciò che non uso più. Spesso mi ritrovo a preparare enormi sacchi di cose che regalo o vendo e avendone date via o buttate un’infinità proprio non mi capacito di quanta roba riesca ancora a dar via. In compenso non compro nulla più del necessario. Le uniche cose per cui soffro sono le cose dei miei bambini. Ho tenuto quasi tutti i vestiti e giochi e libri e oggetti di Lilì fino a pochissimo tempo fa. Sicuramente non posso liberarmi delle foto anche se sono migliaia. Certo però che un conto è organizzarsi al minimalismo per scelta altro è doverlo fare per forza. Ma di necessità virtù :D
    Cara Debora, sei una bellisima persona, e la tua interiorità così ricca e vasta ti permette di viaggiare super leggera e libera da zavorre! Ti ammiro e ti stimo!!

    • maaleesh ha detto:

      Io tengo solo i libri. Quella e’ l’unica cosa di cui proprio non riesco a disfarmi. Anche le cose della bambina le do via a cuor leggero, con la certezza che finiscono in buone mani (sono quelle di mia suocera che le distribuisce personalmente).
      C’e’ mia madre che, come te, da via un sacco di roba, fa grandi sacchi e casa sua e’ sempre piena. Ma mia madre e’ un caso a parte… :D

  18. vitty ha detto:

    E’ davvero fortunato tuo marito ad essere amato così tanto!!! L’amore ,per lui,la sua famiglia,la sua terra,ti riempie tutta appagandoti completamente,senza bisogno di altri orpelli. Sei ammirevole Debora! E questa è la riprova che quanto asseriva il Sommo Poeta era ed è verità ,quando c’è :

    ” L’Amor che move il sole e l’altre stelle”

    Tutto,tutto si può superare e sopportare.

    Un abbraccio,ciao!

  19. dona ha detto:

    Effettivamente nel mio immaginario il Libano mi ha sempre dato un senso di precarietà, che la lettura del tuo blog non ha fatto che confermare, anche se con molto humor. :)
    Anch’io sto diventando sempre più minimalista, ma nel mio caso è frutto dell’età, e del peso diverso che a un certo punto della vita si comincia a dare alle cose. Ora ho capito che quello che conta veramente non si porta in valigia.

    • maaleesh ha detto:

      Non credo che sia per via della tua eta’. Come dicevo a lipstick, mia madre peggiora con l’eta’. Quando si decide a fare spazio e’ solo per accumulare qualcos’altro…
      Hai presente quando dicevo che gli occhi si riposano a casa? Ecco, a casa di mia madre decisamente no! :D

  20. Eireen ha detto:

    Per motivi molto diversi, sono arrivata anche io alla stessa conclusione. Siamo arrivati a Monaco un anno fa e ci siamo installati nella casa a due piani che apparteneva a mia nonna buonanima. La casa era praticamente disabitata da due anni. Dentro vi erano state accumulati oggetti di ogni tipo fino dagli anni ’50. Oggeti mai rimossi, mai buttati via, mai scartati. Tutti i vestiit di mio nonno morto 35 anni fa; i suoi attrezzi di lavoro; diverse biciclette vecchissime, materassi del dopoguerra, mobili di qualche decennio, giochi del 1960, libri ingiallitissimi, bidoni vuoti, cartoni con luci di natale di qualche decennio fa, cibo scaduto, lenzuola consumate, stracci bucati, valigie di ogni tipo… l’elenco sarebbe lunghissimo. Mio marito santuomo ha lavorato mesi per buttare via il buttabile, pulire il pulibile, archiviare l’archiviabile eppure ancora oggi la soffitta e la cantina sono stipate. Ci siamo chiesti “Perchè? A che cosa serve tenere sempre tutto così maniacalmente per anni? Oggetti che non si riutilizzano mai più conservati a oltranza. Che raccolgono polvere e sporco, che occupano spazio utile per niente.”. Dopo la grande pulizia, abbiamo deciso che da ora in poi accumuleremo il meno possibile, terremo la casa al minimo di contenuto e compreremo solo l’indispensabile. E davvero ci si sente più leggeri…

    • maaleesh ha detto:

      Bella storia la tua. Deve essere comunque stato emozionante tirar fuori tutte quelle cose. E se te ne sei liberata e’ perche’ le hai ben ancorate nel tuo cuore, vero?

      • Eireen ha detto:

        Certo, è proprio così Debora. E come scrivi tu nel commento al mio post (che mi é stato ispirato da questo tuo), la storia della mia famiglia non è nei materassi, ma vive nelle mura della casa! Grazie per la tua visita, molto gradita!

  21. Laura ha detto:

    Io non mi definirei una minimalista. Sono stata in passato un’accumulatrice cronica. Adesso, ci sono momenti in cui ho pericolosi strascichi (soprattutto nell’accumulo di libri e scarpe, le mie fisse) attenuati però dai miei raptus di decluttering, nei quali, sentendo il bisogno mentale – oltre che fisico – di creare spazio attorno a me, mi prende la smania di buttare quasi tutto pur di fare ordine nel nostro microappartamento romano.
    Penso che anche il fatto di aver vissuto, da quando son sposata in case lillipuziane (30 mq e 60 mq a Londra e 55 mq qui a Roma) mi abbia aiutata a “contenermi”..
    E dire che son cresciuta in una casa di 250 mq!!

    • maaleesh ha detto:

      Per i libri pure io, ma le scarpe proprio no. Di solito ne ho due paia, in questo periodo un paio di infradito e un paio con i tacchi (che metto due volte l’anno, forse tre…)
      Io ho vissuto qualche mese in una casa minuscola, no ho bisogno di tanti spazi, ma li’ mi sono sentita davvero soffocare! Per non parlare di un’estate a Senigallia passata in un monolocale. Se litigavo con mio marito mi toccava andare in bagno per sfogarmi, che tristezza! :D
      Pero’ sono d’accordo con te, abitare in case piccole aiuta molto a ridurre il bisogno di avere tante cose.

  22. esercizidipensiero ha detto:

    le tue parole mi hanno dato uno strano revival. io sono stata mesi con la valigia per l’evacuazione pronta, le chiavi della cassaforte e della macchina appese al collo -giorno e notte-, e cinquecento dollari a persona per salire sull’aereo di UN. non so se sono diventata minimalista, però, per mesi ho continuato a cercare di capire dove fossero le armi nelle macchine anche se ero in italia e di sicuro non riesco più a togliermi il terrore degli elicotteri quando volano bassi… maledetta la guerra. maledettissima.

    • maaleesh ha detto:

      Conosco un sacco di gente che muore dalla paura quando nel periodo di capodanno sparano i petardi. La prima volta ci ho riso su, da brava ignorante (nel senso che ignora, certo) poi ho capito. Si, maledetta. Sempre e dovunque.

  23. Le Ricette di Tina ha detto:

    Le uniche cose che conservo con affetto..personali..sono le lettere che mi scriveva mio marito quando era lontano..vent’anni fà..e non c’era il telefonino.Per il resto butto via tutto anche perchè non ho molto spazio..conservo anch’io quasi tutto dei bimbi non riesco proprio a separarmene..buona domenica

    • maaleesh ha detto:

      Che bello poter conservare e rileggere quelle lettere. Probabilmente le terrei anch’io, insieme ai libri. Per le cose della bimba pero’, come ho detto, no. Le do via. E sempre molto volentieri.
      Buona settimana Tina!

  24. Ondaluna ha detto:

    TI ammiro quando racconti queste cose.
    Io cerco da un paio d’anni un minimalismo al quale non sono ancora approdata, ma mi sento in cammino. O forse solo in progettazione. Ma è comunque un inizio.

  25. niki ha detto:

    Brava! Al tuo posto avrei fatto armi e bagagli anch’io. Ma ti pare? Restare a casa col cuore in gola? E lo sai, la casa zen, per me è il massimo!
    Ho passato un periodo della mia vita nel quale giravo con un borsone con dentro: 2 cambi di tutto, un libro, spazzolino dentifricio ecc. le mie pratiche di meditazione e il portafogli. Allora non avevo il computer.
    Sono i libri che mi fregano, anche se ne ho regalati migliaia quelli continuano a riformarsi magicamente! E poi lo ammetto, invecchiando e continuando a cambiare continente mi sono resa conto che costa meno portarsi dietro gli elettrodomestici che non comperarli ogni volta… e uguale per le pentole e i due mobili che ho… ma è una tale scocciatura!
    Una cosa è certa, non c’è niente di superfluo.

  26. niki ha detto:

    Mi rendo conto che ho terminato il commento in modo criptico… scusa! Volevo dire che dopo una ventina di traslochi di cui alcuni internazionali casa mia è ridotta all’osso.

    • maaleesh ha detto:

      Avevo capito il senso!
      Immagino quel periodo tremendo che hai vissuto. Non molto diverso (nei sentimenti) dall’essere in periodo di guerra.
      Un’altra cosa a cui sto pensando e’ proprio la meditazione, sai? Ne parlavo con mio fratello. Leggo tanto per informarmi visto che ce ne sono un’infinita’ di metodi, ma sembra che io sia sempre in fase di preparazione…
      Lasciamo stare il tasto libri… un tre quarti degli scatoloni posteggiati da mio padre sono solo di libri.

  27. niki ha detto:

    Ah! La meditazione è una delle cose più affascinanti e utili della mia vita. A volte ti sembra che non serva a niente, che tu ti sforzi, ti impegni e non succede niente. Poi, improvvisamente, qualche cosa fa “clic” e scopri che sei cambiata.
    Sono momenti che valgono oro!
    Vedrai che quando la “preparazione” sarà conclusa incontrerai qualcuno che ti aiuterà a cominciare. Succede sempre così.
    Poi non è che devi seguirlo tutta la vita!

  28. gogoyubari88 ha detto:

    Invidio molto questo tuo essere minimalista, posso solo immaginare cosa si prova a sentirsi così liberi! :) chissà magari anch’io un giorno avrò la tua stessa fortuna di arrivare a non curarmi delle cose superflue (mi è piaciuta tanto l’immagine di un solo armadio…che bello! in casa abbiamo 4 armadi 4 stagioni e ancora c’è casino!! :S )
    ti ammiro anche perchè riesci a vivere con serenità in un luogo in cui io avrei paura in ogni secondo…o.o va bene, ci saranno pure corridoi sicuri di passaggio, ma serve pur sempre quel coraggio in più =D che molti nn hanno!

    • maaleesh ha detto:

      Ma no, lo ripeto, quando ne sei fuori la percezione e’ diversa. Sembra peggiore. Certo, questo non significa che in caso di pericolo concreto me ne rimarrei qui tutta tranquilla.
      Riguardo il minimalismo, vedi, come dicevamo poco prima con Siren, l’importante e’ che ognuno di noi stia bene nel modo che si e’ scelto. Non credo che esista una sola cosa che vada bene per tutti. Perche’ siamo tutti diversi.

  29. Le Ricette di Tina ha detto:

    Ciao tesoro!!!ti auguro una buona notte e un buongiorno per domani hihihiih un bacione

  30. Lipstick ha detto:

    Ciao Debora!! Come state tu e la tua bella famiglia? Un bacio e un abbraccio per tutti e tre :D

  31. destinazioneestero ha detto:

    Mi fai tornare in mente quando 15 anni fa in Nigeria giravo anch’io con il passaporto, i soldi e un cambio in borsa.
    Ho inserito il tuo blog fra i miei preferiti. E’ stupendo! Complimenti!

    • maaleesh ha detto:

      Grazie!!! Ho idea che il Libano sia tutto sommato rilassante se messo a confronto con la Nigeria. Ma magari mi lascio condizionare anch’io da quello che ci raccontano in tv. Anche se conosco chi ci e’ stato e mi dicono che si gira con la scorta. Passero’ a trovarti, ma ho un periodo davvero incasinato (e si vede da come ho trascurato il mio blog…)

  32. dona ha detto:

    Passata per un saluto leggermente preoccupato. Ho visto che la tua latitanza dipende da un bel po’ di daffare: bene, a presto allora. :)

  33. vitty ha detto:

    Ehi,Debora,sei sempre incasinata? Tutto bene???

    Ci manchi!!!!

    Un abbraccio,ciao!!!

  34. Mary ha detto:

    Ciao Debora, spero tutto bene. Torna a parlarci del Libano e delle sue usanze. Ti aspettiamo.

  35. Le Ricette di Tina ha detto:

    tesoruccia mia bella come stai?tutto bene?un abbraccio ciaoo

  36. vitty ha detto:

    Carissima Debora, spero tu sia occupata ad allestire la nuova casa. Appena ti sarai sistemata,ricordatidi farci sapere come stai!!!!

    Un abbraccione!

  37. Chiara ha detto:

    ho letto solo ora questo tuo post… bello interessante…provocatorio per me che sono il contrario e che vorrei cambiare almeno un po’….

    Aspettiamo i tuoi articoli….
    ti abbraccio

  38. Fullina ha detto:

    Ciao Debora tutto ok?…io sono molto impegnata in questo periodo, mi divido tra lavoro, studio e famiglia, mi dedico al blog con meno assiduità purtroppo… sentivo la tua mancanza. Se puoi passa da me, ho letto un libro interessante ultimamente, da buon intenditrice e donna intelligente vorrei la tua opinione a riguardo..sempre come donna. BACIONI!

  39. vickyart ha detto:

    ciao! come va? sono passata un po’ di volte tutto bene?

  40. vitty ha detto:

    Ora sono davvero preoccupata!

    C’è qualcuno che può darci notizie di Debora e la sua famiglia?

  41. andreapac ha detto:

    Non potevo non passare a lasciare un augurio.
    Meglio tardi che mai.
    Natale e tempo di auguri e bilanci.
    Non è stato male il 2011 anzi tanti sogni realizzati
    Il tuo?
    Auguri di buon Natale e tante cose belle nel prossimo anno.

  42. tatagioiosa ha detto:

    Che fine hai fatto? Ti auguro un bellissimo Natale e un felicissimo 2012. A presto, spero. Ciao!

  43. pinguino ha detto:

    Anche io passo per gli auguri…Buon 2012!

  44. Fullina ha detto:

    Ciao Debora …un pensiero per Te! Spero tutto bene, appena puoi fatti sentire… un bacio Grande!

  45. MarinaV ha detto:

    Ciao! Tutto bene?

  46. antonella ha detto:

    questa mattina ho deciso che era arrivato il momento di fare un po’ di pulizie nell’elenco di blog che seguo
    ho riletto un po’ di tuoi vecchi post e ho deciso che no, anche se non scrivi da mesi, non ti cancello!
    spero (ovviamente) tu stia bene e che questa assenza sia dovuta solo a tanti (piacevoli e interessanti) impegni
    abbracci

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