casa dolce casa…

Partiamo da Damasco alle 18 in punto (dovevamo partire alle 17, ma si sa… tempi arabi). Dal momento in cui ho iniziato a fare le valigie, sto riflettendo, non so se sono contenta o meno di lasciare questa citta’. Gli ultimi avvenimenti un po’ mi spaventano. Adesso che sto davvero partendo, lo so. Non sono contenta. Mi manchera’. E l’essere partita di corsa, oltretutto, mi lascia un senso di cose lasciate in sospenso. Ma perche’ quel giorno che ho visto il negozio sopra il fiume e che passa la merce ai clienti con un rudimentale montacarichi non avevo la macchina fotografica? Perche’ non sono stata prima alla periferia dove una ONG insegna a leggere e a scrivere alle donne kurde e palestinesi mentre si prende cura dei loro figli diversamente abili? Perche’ non sono entrata allo hammam per donne che tanto avevo cercato?

Maalesh, ci tornero’ a Sham.

Arriviamo a Beirut alle 9.30 di sera. Carichiamo i bagagli in spalla, la piccoletta in braccio e via per i due piani di scale strette (niente ascensore!). Apro la porta di casa e accendo la luce. E accendo la luce! Ci riprovo, niente. Non c’e’ corrente. Eppure non e’ orario. Dovete sapere che in Libano le centrali elettriche sono poche e regolarmente bombardate dai “nostri vicini del Sud” (come li chiamano loro). Quindi l’elettricita’ non basta mai e viene razionalizzata. Per quanto la parola razionalizzare in Libano e’ assolutamente inappropriata. Altrimenti non si spiega perche’ da noi manca 3 ore al giorno, solo nelle ore diurne e a orari fissi, mentre nel resto del Libano arriva anche 8-12 fino alle 22 ore di alcune zone di confine e senza orario! Non fanno nemmeno in tempo a fare una lavatrice da quelle parti.

Mentre la piccoletta grida entusiasta nel ritrovare i giochi che avevamo lasciato qui (che belli i bambini, con il loro entusiasmo per le piccole cose e la loro capacita’ di non accorgersi che qualcosa non va), mio marito scende a controllare il contatore, magari per qualche assurdo motivo e’ saltato durante la nostra assenza. Invece trova un’avviso della societa’ elettrica libanese che ci avverte che, non avendo pagato l’ultima bolletta, ci tagliano la fornitura. Ma noi l’abbiamo pagata. O meglio, abbiamo chiesto alla nostra amica di occuparsene. Ma i libanesi sono approssimativi. E la nostra amica non fa eccezione! Le telefoniamo e ci conferma che l’ha pagata. Mio marito chiama il numero sull’avviso e ci dicono che non e’ stata pagata. Mah! Domattina alle 8 sistemeranno tutto pero’. Si, alle 8. Come no. Come dicevo, i libanesi sono approssimativi. Arrivano alle 11. Con la bolletta incriminata che risulta pagata… mezz’ora prima!

Maalesh, ieri sera abbiamo fatto una bella cenetta (take away!) a lume di candela e oggi e’ tutto a posto.

Quasi tutto. Il mio marito eccezionale stamattina l’avrei sbattuto fuori di casa. Una cosa gli ho chiesto mentre preparavo le valigie. Una. Di prendere le caffettiere in cucina. E lui ha dimenticato la base della caffettiera grande. E no, non si fa. Ma e’ libanese anche lui, e quindi approssimativo anche lui!

Maalesh! La prepara lui quella piccola 2 volte la mattina. E me lo porta pure a letto fino a che non torna su a prendere il pezzo che manca.

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11 risposte a casa dolce casa…

  1. jolesulprato ha detto:

    Sempre più belli i racconti, avvicini la realtà Libanese (almeno quella a cui sei a contatto) in un modo davvero piacevole a leggere.

  2. jolesulprato ha detto:

    Bellissimi i racconti, avvicini la realtà Libanese (almeno quella a cui sei a contatto) in un modo davvero piacevole a leggere.

  3. maaleesh ha detto:

    grazie jolesulprato. io li adoro i libanesi, con tutti i loro difetti.

  4. Ali ha detto:

    Maalesh,Debora,maalesh,mi hai commosso e ti invidio di passare tutte queste cavolate che a un libanese aprossimativo come me mancano.

  5. maaleesh ha detto:

    Ali, ti mancano perche’ non sei qui! tutti i libanesi maledicono il loro paese quando sono a casa e lo benedicono quando ne sono fuori, vero?
    P.S. e a me manca questo libanese approssimativo che sei tu. yalla, ti aspettiamo

  6. Ali ha detto:

    maaleesh,halla…….halla…..ya baladi.hai ragione, forse la vecchiaia mi sta facendo dei brutti scherzi,sto diventando nostalgico.da dieci anni che manco e forse fra dieci anni rimpatrio.maaleesh, mi mancate sopratutto tabboush.

  7. niki ha detto:

    Ma hai un marito fantastico! Il caffè a letto… ok si era dimenticato la caffettiera, ma… il mio neanche se ho la febbre mi porta il caffè a letto!!!!!!!
    p.s. Quando vivevamo in nepal “razionalizzavano” come dici tu la luce. 16 ore al giorno di powercut, ed eravamo in un quartiere ricco. Praticamente non potevi fare niente… e gli inverter servivano giusto giusto per una lampada e il computer portatile…

  8. Lipstick ha detto:

    Scrivi tanto bene che sembra di essere lì. Si sentono le emozioni e le immagini sono vivide. I tuoi racconti mi rapiscono…

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