ma che parlo arabo? si, magari!

Quando ti dicono che l’arabo e’ difficile, be’, e’ assolutamente vero!

L’alfabeto e’ la cosa piu’ semplice da imparare, infatti io so leggere. Non ho idea di cosa dico, pero’ leggo. A quel poverino di mio marito gli faccio una testa cosi’ quando siamo in giro, perche’ io leggo i cartelloni della pubblicita’ e voglio sapere che dicono.

Qualche anno fa, prima di partire per il Libano, ho fatto un corso intensivo di arabo. Arabo standard, certo. Tutta fatica sprecata! Perche’ poi ogni paese parla il suo dialetto e l’arabo che io ho studiato con tanta, ma tanta fatica e’ praticamente inutile. Buono per leggere un quotidiano o ascoltare il telegiornale insomma. Si, perche’ se io dico (tutta contenta dopo aver ravanato a lungo nel mio cervello e trovato le parole giuste) che ho gia’ mangiato a casa e poi l’altro mi ride in faccia perche’ parlo come un libro stampato, io ci rimango male. Molto.

E cosi’ arrivata qui mi sono fatta un corso di libanese. Cosi’ se devo comprare un paio di pomodori non mi ride in faccia nessuno.

Ma e’ difficile. La grammatica e’ assurda. I suoni pure. E a volte ci sono delle combinazioni di lettere che ti costringono a fare dei movimenti strani con la gola che la parola rimane incagliata la’ dentro, tra le corde vocali che si chiedono stupite cosa diavolo stai cercando di fare.

Poi tante parole si assomigliano. La lingua araba e’ basata sulle radici tri-letterali, quindi tanti significati per lo stesso gruppo di lettere. E cosi’ quando devo dire venerdi’, per esempio, mi ritrovo a pescare a caso tra: moschea, universita’, settimana… confidando che l’altro capisca cosa voglio dire. Lavoravo in un caffe’, tempo fa. Il ragazzo che si occupava delle pulizie mi diceva sempre che voleva una moglie italiana. Poi un giorno mi chiese un piatto per il panino che si voleva mangiare e io gliel’ho scaldato. Lui mi ha guardato con occhi tristi e mi ha detto che non la voleva piu’ una moglie italiana. Se poi doveva ritrovarsi con un panino caldo invece che con un piatto per appoggiarlo, era meglio lasciar stare. Ora io non vi sto a dire la differenza tra caldo e piatto (anche perche’ ancora non la so), ma vi giuro che sono molto simili. Anche se qualsiasi libanese vi dira’ che non e’ vero.

Per non parlare dei numeri. Oddio, che tasto dolente. Ve la faccio breve.

Iniziando dal fatto che loro usano numeri indiani e non arabi. E gia` ti viene il sospetto che ci sia qualcosa di strano in questo. Poi, va bene, dall`1 al 3 non succede niente, dal 4 al 10 se la cosa da contare è femminile, il numero diventa maschile e viceversa, e per finire dall`11 in poi la cosa da contare non è più plurale ma diventa singolare. Adesso io mi chiedo, se gli arabi ragionano così, ci meravigliamo davvero che le cose vadano come vanno in Medio Oriente?

Il mio insegnante di arabo in Italia, diceva di non preoccuparsi, che poi parlando non ci faceva caso nessuno. Non e’ mica vero. Ti correggono guardandoti pure strano. Come se fosse colpa mia se non mi entrano in testa tutti sti incroci di plurali e singolari e maschili e femminili!

Pero’ scopro in Siria, parlando con i tassisti che non sanno l’inglese, che tutto sommato so molto piu’ arabo di quello che pensavo (dopo 16 anni di matrimonio con un libanese e 4 anni in Libano, per forza di inerzia, qualcosa ti deve entrare, no?). A Beirut non ho tante occasioni di mettermi alla prova. Anche se inizio nella loro lingua, poi mi rispondono in inglese o francese. E’ anche per questo che non parlo arabo.

Maalesh, si vive bene pure senza sapere la loro lingua qua.

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38 risposte a ma che parlo arabo? si, magari!

  1. JustM.e (solo per te Dadu') ha detto:

    ed invece ti do ragione piatto e caldo sono simili… Sahen e Sekhen.
    Bello, Bellissimo Post.

  2. Jimmy ha detto:

    Siamo pigri , preferiscono parlare con i stranieri nella loro lingua piuttosto che cercare con difficoltà di farsi capire😉 e i stranieri imparano la nostra pigrizia nel paese e diventano peggio di noi. Che palle ! hehehehe

  3. pinguino ha detto:

    Bel post veramente, non mi lamenterò più di non capire i numeri in svizzero..tu stai messa peggio ; -)

  4. daniela ha detto:

    ma daiiiii io non so quanto pagherei per saperlo leggere, continuo a pensare di non fare progressi nel parlato proprio perchè non lo leggo. Secondo me nel tuo caso è che incontri troppe poche persone che parlano solo arabo.
    Per me il primo step è stato il lavoro (tutti i manuisier parlano solo arabo) poi la signora che mi aiuta nelle pulizie (solo arabo e per giunta non sa nemmeno leggere)…e poi la FAMIGLIA…e si quella è stata il punto di forza, per sopravvivere a interminabili pomeriggi di ”hawe w cigara” o capisci oppure….di dai ai giochi con il telefonino…devo dire che nel solitario non mi batte nessuno….ahahahahha!!!!

    • maaleesh ha detto:

      haha, io invece mi porto i libri… ore e ore di lettura!!! hai ragione, pero’. la sua famiglia la vedo poco e le altre persone che incontro parlano tutte l’inglese.
      Daniela, maalesh!!!

  5. helga ha detto:

    Wow, complimenti, la situazione è invidiabile… oppure no …😉 La cosa che più mi frenerebbe nella lingua araba sarebbe la pronuncia, penso. Le regole, beh, son quelle e amen, pian piano si assimilano, la lingua annodata invece … Bel post, mi immagino le scene…

    • maaleesh ha detto:

      esatto, la pronuncia… che tormento ste “acca” aspirate e certi suoni gutturali… ma perche’ mi sono presa un libanese? vabbe’, meglio di un cinese mi sa!

  6. the siren ha detto:

    Hehe! Nessuno può capirti meglio di me. Quando penso che prima o poi dovrò davvero decidermi ad impararlo (quantomeno per capire i miei figli), mi viene da piangere!!

  7. selena ha detto:

    in questo non mi son mai lamentata della spagna! il castellano lo domino benissimo, il catalano lo capisco e lo leggo ma non lo parlo, il mallorquino é ancora ostico ma fattibile, l’euskeda proprio non so da che parte iniziare, l’andaluso ci ho fatto l’abitudine ed ora capisco sta loro pronuncia biascicata e accorciata. peró mai troverai uno spagnolo in terra sua che lasci la propria lingua per un’altra straniera. piuttosto si prodigano nel farsi capire, ma mai ti fanno il favore di usare un’altra lingua.😉
    brava, facci conoscere il popolo arabo, che sennó sappiamo solo le notizie da tg e non son molto coinvolgenti!

    • maaleesh ha detto:

      hai ragione, quello che si vede in tv non e’ che una piccola parte della realta’ araba. purtroppo spesso si pensa che sia solo quello…
      pensavo fossimo solo noi e i francesi a non parlare altre lingue (anche gli inglesi, ma quelli sono fortunati), ma vedo che i nostri cugini spagnoli non sono da meno!

  8. Claudia ha detto:

    il corso di arabo in Italia… quanti ricordi! Ovviamente di momenti e persone, perché da quando te ne sei andata il mio arabo è stato riposto in soffitta e ora temo che dovrei ripartire da zero. Magari vengo da te per ricominciare…

    • maaleesh ha detto:

      yalla, ti aspetto!!!
      e magari ti faccio fare direttamente quel corso di libanese… altro che atakallamu, bheki si dice!!! mannaggia a Benenati😉 haha!!!

  9. Ali ha detto:

    maaleesh, ana baddi sahn….sekhn…..jamb el jemaa yom el jumaa….binus el jammaa.maaleesh, vedi come parlano i libanesi?vedi che con noi libanesi non si finisce mai di imparare….comunque non ti spaventare troppo,anch’io quando ho sentito per la prima volta: “scimu a fa’ du’ zompi?”, sono rimasto male un bel po’.e ho detto:”come so’ strani ‘sti italiani!”. comunque maaleesh, dopo trent’anni in Italia tante cose non mi entrano in testa.

  10. enrico ha detto:

    proprio vero imparare a pronunciare la aein (o come si scrive) è micidiale per le nostre povere gole. Però davvero interessante il tuo blog, magari si riesce a capire qualcosa di più di questo medioriente di cui in questi giorni tutti blaterano facendo d’ogni erba un fascio senza capire un cavolo! grazie

    • maaleesh ha detto:

      oh si, per non parlare del mio vero punto debole… la qaf. niente, per quanti sforzi io faccia, proprio non mi riesce! per fortuna in Libano si tende ad eliminarla!
      benvenuto Enrico

  11. Maalesh rieccomi!
    La cosa dei numeri femminili/maschili e singolari/plurali mi ha fatto troppo ridere!
    Io girerei solo con dei fogliettini con scritti sopra i numeri indiani e sotto la traduzione in numeri arabi. Tipo:
    “Buongiorno.Vorrei “oplà che esco il fogliettino!” tot pomodori grazie”
    Fa un po’ psyco secondo te?
    A presto!

    • maaleesh ha detto:

      haha, non male. a questo punto suggerirei pure dei fogliettini con i disegnini delle cose che devo comprare… tipo quelli dei bambini sai? almeno se lo dicono da soli quanto e cosa! e se lo intrecciano loro il cervello con i maschili e i plurali!!

  12. Maria Daniela Onofrei ha detto:

    mi sarebbe piaciuto imparare qualcosa di libanese….ma in un’anno e mezzo che siamo stati a Beirut purtoppo sono stata a contatto più con italiani o libanesi che parlavano esclusivamente francese o inglese…o nel peggiore dei casi con frasi miste di 3parole in francese,2 in inglese e 2 in libanese…ed erano quelle che mi mandavano al manicomio…qui è più facile..lo spagnolo viene da solo….anche perchè nemmeno a Caracas troveraì qualcuno che parli inglese o francese…solo venezuelano!

    • maaleesh ha detto:

      haha, Maria, in fin dei conti il libanese questo e’, no? un miscuglio di lingue che a noi poveri stranieri fa intorcinare ancora di piu’ il cervello!!
      allora a Caracas… se voi magna’ devi impararlo per forza il venezuelano!!!

  13. jolesulprato ha detto:

    Tanto di cappello per la voglia di imparare che traspira dal post!

  14. Tamerice ha detto:

    Bello questo articolo, fa sorridere e riflettere. Io l’alfabeto lo sto imparando e leggo ma non so che cosa significa quella scritta. Poi mi sembra che in queste 28 letterine ci siano sempre le stesse ripetute: tante K, خ     ق     ك un po di A  ه ا    , pure le S sono troppe س   ز   ص, perché le H? così le R, le T, le D… Per gli arabi starò dicendo eresie ma finché non c’è uno bravo che mi spiega le differenze la vedo dura.
    Aneddoto: al mercato della frutta non chiedo, piglio i sacchetti e riempio di quello che mi pare poi tanto alla cassa qualunque cosa acquisti e in qualsiasi quantità il conto finale sarà sempre lo stesso: 8 dinari…

    • maaleesh ha detto:

      haha, e’ vero. tante lettere simili che servono solo a confondere le idee a noi stranieri. e un arabo ti dira’ assolutamente convinto che sono profondamente diverse…
      tu dove vai a fare la spesa? perche’ pure a beirut se compri patate, pomodori o zucchine sempre 2000 lire spendi.

      • Tamerice ha detto:

        … a Janzour, sobborgo residenziale di Tripoli ma è lontano da Beirut, perché la mia Tripoli è d’occidente…. 😀

  15. Eireen ha detto:

    Mi sono identificata anche stavolta, perchè molte delle cose che dici tu dell’arabo, le potrei dire del tedesco. Anche lì i suoni strani non scherzano e anzi abbondano. Coi numeri, poi, è una lotta continua. Perchè? Perchè a partire dal 21, si dicono invertiti: uno e venti, due e venti, tre e quaranta (43), nove e ottanta (89). Io ogni volta che li devo dire, mi devo fermare a pensarci: prima penso in italiano, poi inverto le cifre, poi traduco in tedesco, poi spero di riuscire a pronunciare bene. Quando devo capire la cifra da pagare alla cassa del supermercato, poi, è un dramma: devo sempre guardare il display! E, più in generale, se vedo che l’altro mi guarda stranito perché ho detto qualche parola sbagliata o non si è capito che cosa voglio dire, ci rimango malissimo anche io! Come invidio quelli che riescono a fregarsene!!

    • maaleesh ha detto:

      Ho sempre pensato che il tedesco fosse una lingua impensabile ai livelli dell’arabo!! Ho un’amica qui, italiana che ha vissuto decenni in Germania, che usa il tedesco per rimproverare le figlie… e vorrei vedere, fa davvero paura il tedesco urlato!😀

  16. claudialandini ha detto:

    Ah ah Debora, quanto mi è piaciuto questo post!!!! Tutto verissimo!!! Io sono alla mia seconda lezione, e ho sempre più gli occhi a palla!!!! Pensavo di essere un po’ arrugginita io (e avanti con l’età, troppo, per mettermi a studiare una lingua così astrusa), ma vedo che anche la mia compagna di corso ventottenne diventa strabica per cercare di afferrare le differenze di suoni e gli arzigogoli tra maschile, femminile e plurale…che casino!!!! Ma ce la faremo!

  17. Candido ha detto:

    Un post bellissimo! Ma se avete problemi con il tedesco o con l’arabo allora non avete ancora provato ad imparare l’ungherese🙂 Se “vi piacciono” le parole simili allora provate a distinguere queste parole ungheresi: kerek ‘rotondo’, kérek ‘chiedo’, kerék ‘ruota’ O rak ‘mette’, rák ‘cancro’, rag ‘sufisso’, rág ‘mastica’. L’ungherese é una lingua agglutinante, quindi ci sono tantissimi sufissi, coniugazioni e strutture strane. Quanto riguarda la pronuncia, ci sono tantissime consonanti. La loro lunghezza puó distinguere le parole: vasal ‘stira’, vassal ‘con ferro’. Si distiguono anche le vocali brevi e lunghe che possono cambiare anche il significato della parola: kor ‘etá’ – kór ‘malattia’. Lo so perché sono italo-ungherese, ma ho vissuto sempre in Ungheria quindi l’ungherese lo parlo meglio dell’italiano. Ma per fortuna con mio padre parlo sempre in italiano. Frequento un liceo linguistico, perció parlo bene anche il tedesco e me la cavo anche con l’inglese e lo spagnolo. Secondo me il tedesco non é affatto difficile (confesso che qualche volta anch’io mi confondo con i numeri, ma ci si puó abituare), perché a prescindere dagli articoli der die das e i suoni strani penso che sia una lingua con delle strutture logiche. Per me l’inglese é piu difficile perché la pronuncia e piú complicata e poi spesso mi confondo con i tempi dei verbi. Io ho cominciato a studiare l’arabo da solo perché é una lingua che mi affascina. Comunque concordo sul fatto che é difficilissimo, ma questo é dovuto al fatto che l’arabo non é una lingua indoeuropea quindi le differenze sono maggiori.

    • maaleesh ha detto:

      Fantastico l’ungherese!!😀 non provo nemmeno a ragionarci su… mi bastano i miei casini con l’arabo!!
      E un bel bravo a tuo padre che non ti fa perdere la lingua. Di solito i figli parlano con i genitori solo la lingua della madre. Come mio marito, che parla con piccoletta solo in italiano.

  18. chiara ha detto:

    anche io studio arabo, diciamo che chi è andato a scuola ti capisce, le persone anziane, i bambini e ahimè gran parte delle donne in genere ti guardano esterefatte

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