quando l’indirizzo e’ un’opinione

Se sei un turista che arriva a Beirut e non hai nessuno che ti venga a prendere in aereoporto, te ne accorgi subito. Quando chiedi al tassista di portarti, che so, in via Albert Khayat per esempio, ti vedrai sicuramente rispondere con una mano alzata e le dita leggermente aperte mentre ruota il polso a destra e sinistra. Vuol dire “shou?” cioe’, CHE?!?! Il fatto e’ che bisogna specificare in quale quartiere vuoi andare e poi fare riferimento a qualcosa che e’ li’  vicino, un ristorante, un negozio, un’ufficio pubblico. Dietro al palazzo della Byblos Bank, vicino all’albergo Sofitel le Gabriel, in Achrafye. Ecco, adesso si che ti capisce!

In Libano non li sanno i nomi ufficiali delle vie. Ma non solo i tassisti, e’ una cosa piuttosto comune. Quando ci siamo trasferiti nella casa dove abitiamo ora, ho chiesto alla proprietaria l’indirizzo e lei mi ha guardato con una faccia meravigliata dicendomi che ero vicino all’ABC e… No signora, non mi sono spiegata, mi serve proprio l’indirizzo perche’ mi manderanno delle cose per posta. Oh, non lo so, credo sia scritto da qualche parte all’inizio della via. Puoi chiedere alla lavanderia, loro lo sapranno di sicuro. E io chiedo alla lavanderia. Che mi dice che la via e’ Albert Khayat, ma tutti la conoscono con un’altro nome e meglio che scrivo quello come indirizzo, senno’ forse il postino non mi trova. E scrivi il nome del palazzo e aggiungi pure che sei dietro la lavanderia… magari metti pure il numero di telefono.

No dico, il codice fiscale no? No, basta il numero di telefono, mi risponde.

Col tempo ho scoperto che succede molto di frequente che vengano cambiati i nomi alle strade. Addirittura posti come “sotto il ponte della FIAT” o “alla Chevrolet” sono diventati indirizzi! E speriamo che non si trasferiscano mai, senno’ non arriva piu’ nessuno.

In un sito libanese si parla proprio di questo e vengo a sapere che Rue Pasteur e’ una via dove c’e’ un’ostello. I ragazzi arrivano a Beirut e chiedono di essere portati li’, perche’ e’ ovvio che sulla cartina c’e’ il nome vero. Ma tutti i tassisti a fare quel gesto che vuol dire “shou?” Perche’ Rue Pasteur e’ “Gemmayzeh mn tahat”, Gemmayzeh sotto, cioe’ la via tra Gemmayzeh, che poi e’ via Henry Gourand, tanto per fare un po’ piu’ di confusione, e l’autostrada. Michel Boustros street e’ detta Akkawi perche’ quando passava il tram di li’, alla fermata c’era un venditore di succhi di frutta fresca originario di Akka, in Palestina.  Sadat street in Hamra viene spesso chiamata Abou Taleb, perche’ li’ c’era un fruttivendolo che insieme ai figli aiutava spesso i vicini facendosi amare da tutti. E ce ne sono a centinaia di storie cosi’, racconta Ghubril nel sito, che le sta raccogliendo per farne delle cartine dettagliate da mettere in giro per la citta’.

Faranno pure confusione, pero’ ho trovato affacinante leggere le origini di questi nomi dati alle vie dal popolo. Raccontano pezzi di storia di gente comune.

Mi hanno invitata per un caffe’ oggi. Una casa in cui non ero mai stata. Una montagna di indicazioni e quando ho trovato finalmente il posto, chiamo perche’ ci sono due entrate uguali. Chiedo se il numero e’ 260 o 261. Mi sento dire: che numero? Il numero di casa tua. Perche’, ho un numero di casa io? Ho guardato il telefono senza sapere che dire, continuano a sorprendermi ‘sti libanesi.

Maalesh, mi sono messa a ridere e ho aspettato che uscisse sul terrazzo.

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43 risposte a quando l’indirizzo e’ un’opinione

  1. the siren ha detto:

    Hehe! Anche per me è un gran casino ogni volta. Rinuncio ad andare a trovare qualcuno, se sono da sola. Impossibile per me raccapezzarmi con tutte quelle indicazioni confuse. Però hai ragione, l’origine dei nomi ufficiosi di alcune strade è incredibilmente affascinante e curiosa. Mi piace. Indagherò anch’io!
    P.s. Casa mia si trova “hadd el bonjous”!! hahaha😀

  2. elga ha detto:

    Che ridere davvero, ma mi verrebbe il mal di pancia fossi la credo… e sì che non è un luogo spopolato, anzi! Io credevo che certe cose esistessero in luoghi poco affollati, tipo quando inviavo un corriere postale al “4°incrocio dopo il km 5 sulla nazionaleXY etc” in un paese africano ai tempi in cui lavoravo per una società con filiali sparse in giro per il mondo … mai ricevuto posta di ritorno,comunque, quindi tutto ok!

    • maaleesh ha detto:

      eh ma qui siamo in Libano!!! sono strani da queste parti.
      P.S. alcune tra le cose che mi dovevano arrivare per posta sono ancora in giro da qualche parte… nonostante le indicazioni dettagliate… meglio i luoghi poco affollati, poca possibilita’ di sbagliare!

  3. MarinaV ha detto:

    Io che sto in un paese dove tutto è pianificato al millimetro (dicono… :D), e tutti sono rigidissimi e non si spostano dalle loro posizione manco a cannonate di fronte all’evidenza, racconti come il tuo sono una boccata d’aria fresca!

  4. clo ha detto:

    🙂
    ed io,anzi i miei in libano,abitano dopo il ministero della difesa,vicino la famosa scuola “jamhour”,e prima del habtoor land,quando saro in libano vieni a visitarmi,mi troverai facilmente….🙂

  5. Cricchellina ha detto:

    In effetti ne abbiamo avuto una prova varie volte ehehehe!!!
    Ora che lo sai alla prossima ronda fai cosi’: indirizzo “dietro il fruttivendolo felice e di fronte al calzolaio aggrottato😀

  6. enrico ha detto:

    Beh alla fine si arriva comunque. Da noi se malauguratamente si cambia nome a una via è un dramma per documenti e grane senza fine!

  7. vale ha detto:

    più ti leggo e più il tuo blog mi conquista! Comunque alla fine l’importante è arrivare alla meta, no?

    • maaleesh ha detto:

      oh si, certo. sempre sperando che non chiuda qualche negozio… io poi che ho il senso dell’orientamento pari a meno 27 spero pure che non cambino il cartellone pubblicitario sulla strada di casa mia…

  8. niki ha detto:

    Ma che bello! Lo so, lo so, a volte all’atto pratico è un disastro, ma le storie sono bellissime! Le nuove mille e una notte!
    Invece io ho abitato in una città, Kathmandu, dove non esistono i nomi delle strade, ma non esistono nemmeno storie. Forse è un paese troppo bloccato, troppo amorfo per avere racconti al posto degli indirizzi. E ti dicono, allora sai la strada dell’ambasciata xy? Davanti al negozietto della frutta (peccato che ce nesiano almeno 20 in quella strada) c’è un pertugio tra due case (e di pertugio si tratta, talmente stretto che è quasi invisibile), ti infili lì e diventa una stradina sterrata (in piena capitale…) con i rigagnoli dell’immondizia. Il quinto cancello sulla destra dopo il tempietto (che, con rispetto parlando, sembra un vespasiano) è casa mia. Dopo 2 ore di ricerche e non so quante telefonate abbiamo trovato la casa!!!!

    Almeno il Libano mantiene alta la bandiera della poesia!!!! (^_^)

    • maaleesh ha detto:

      infatti dopo lo sconforto iniziale ho trovato affascinante leggere quelle storie. spero di trovarne altre.
      carino l’indirizzo di casa tua a kathmandu!! meno affascinante, forse, ma molto particolare!

  9. alice in the dubland ha detto:

    bellissimo post!
    in irlanda (unica nazione in europa a non avere ancora codici postali) e’ fondamentale invece conoscere il nome dei due pub piu’ vicini al posto dove devi recarti, cosicche’ il tassista possa fare una specie di triangolazione!
    inutile dare come altro punto di riferimento musei, banche, teatri… quelli possono sempre chiudere domani!

    • maaleesh ha detto:

      come fai quando ti chiedono il codice postale nelle registrazioni ai siti internet (per esempio)? io ho un sacco di problemi, perche’ figurati se qui ci sono… benedetti pub allora.

      • alice in the dubland ha detto:

        faccio alla maniera irlandese: invento! e cosi county dublin diventa CoD
        tanto poi i postini lo sanno dove abito…

  10. selena ha detto:

    naturalmente qui i punti di riferimento, oltre alle vie, sono i nomi degli hotel, il mercadona (supermercato) e l’ambulatorio. di lí in poi ci si perde, hehehe! e comunque qui anche volendo non san dare indicazioni, giá che confondono la seconda strada a destra con la prima a sinistra, ma che farci….pazienza!
    dai, tu sei messa peggio, non c’è dubbio😉

  11. donatella ha detto:

    troppo pittoresco il modo che avete x trovare una casa!!!!!!! il problema è se non ci sono punti di riferimento!!!!ah

  12. elle ha detto:

    Gia sono una con pochissimo senso dell’orientamento,non posso immaginare venissi mai in quel di Beirut che “fine” potrei fare🙂
    Comunque divertente racconto,le vie delle città raccontano sempre grandi storie,e i loro nomi non nascono mai a caso. Ciao!

  13. lericetteditina ha detto:

    ahahahhaah come nei paesini!!se per caso ti ritrovi ad abitare in mezzo ad una area verde senza edifici intorno come lo spieghi?ahahahaa io cmq abito vicino alla stazione se mi devi mandare qualcosa hihihihihi buon w.e. cara

  14. niki ha detto:

    Non era l’indirizzo di casa mia, in nostro era da un certo punto di vista più semplice, eravamo vicino al tempietto di Chundevi Marg. E la gente la andavi a recuperare al tempietto. Nessuno è mai riuscito ad arrivare a casa mia da solo…

  15. Mary ha detto:

    Divertente, ma poco pratico forse… Quanto ad indicazioni, mi ricorda un po’ il sud della nostra Italia…

  16. susanna.f22 ha detto:

    deborah vengo sempre molto volentieri a leggere le tue storie così ricche di cultura e di ilarità, complimenti.
    …ah…quasi mi scordavo….io abito alla fine della strada, sulla rotatoria dove c’è l’asilo…hai presente?…sì proprio vicino al ponticello di legno… 🙂

  17. tatagioiosa ha detto:

    …e io che mi lamento di Roma! Mio marito da voi impazzirebbe; lui si secca già solo se un’indicazione non è più che dettagliata. Dice che bisogna spiegarsi bene se si vuol essere capiti. Vagli a dire che per i Libanesi spiegarsi bene è quella roba lì! Comunque, complimenti per la tua vis comica, ciao!

  18. lericetteditina ha detto:

    Ho mandato una colomba con un bigliettino per te ..è arrivata??Era una cartolina piena di auguri visto che oggi è il tuo compleanno hiihhihi Auguriiiiiiiiii felicissimo compleanno!!!mille di questi giorni!!un bacione

  19. vitty ha detto:

    Oddio,senza indicazioni precise mi perderei all’istante.

    E con la posta come fate? E con i pacchi in arrivo? E le multe?

    Certo per le persone che vogliono nascodersi deve essere una pacchia,basta un’indicazione sbagliata…e la cosa è fatta!

    Maaleesh!! Comunque ho capito che per venirti a trovare avrei bisogno di una guida permanente! 🙂

  20. lericetteditina ha detto:

    Buona notte tesoro..un bacione

  21. andreapac ha detto:

    Ciao, bello a sapersi.
    Io abito in una frazione chiamata Aiale e spesso al cartello sulla strada statale aggiungono una M col pennarello. Così finisco per stare al Maiale. Buono a mangiare ma da riderci sù senza arrabbiarsi.
    Se vengo da quelle parti ti chiedo istruzioni per l’uso.

  22. ratatouille ha detto:

    Ciao,
    ti ringrazio molto per i tuoi commenti sul mio blog… Io sono capitata nel tuo un pò per caso, guidata dalla mia passione per il Medio Oriente e ho scoperto un blog estremamente interessante e divertente. Ho divorato tutti i toui post dal primo all’ultimo ( tra una pausa di lavoro e l’altra) in una giornata.
    Ciao
    Ileana

  23. daniela ha detto:

    mi fai sempre sorridere!! va beh io sto a sabtieh…il quartiere prende il nome dalla scuola dei protestanti che avevano il giorno festivo il sabato (sabeth ….sabtieh) .
    Poi c’è un’ospedale sulla strada principale.. per cui quando dai l’indirizzo ti devi riferire all’ospedale prima, dopo, vicino la seconda strada..etc… e poi chiaramente il supermercato più vicino..
    Quando sono arrivata qui per muovermi con il taxi chiamavo mio marito che parlava con l’autista e dopo un bel po riusciva a farli capire dove volevo andare…
    forse è stato proprio una delle ragioni percui ho voluto imparare a parlare un pò l’arabo..almeno il taxi lo posso prendere!!!

  24. enrico ha detto:

    ehi ma sei ancora in vacanza?

    • maaleesh ha detto:

      Ciao Enrico! sono tornata dall’Italia, ma con la piccoletta che ha cambiato gli orari e non mi da tregua. riesco a malapena a mettere insieme sei parole in croce su FB prima che inizi a urlare… evidentemente il caldo la fa dormire meno…

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